Fotonotizia

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L’addio a Marco Pannella

Tutto si è sentito in morte di Marco Pannella, dal dolore vero dei suoi compagni, di molti suoi amici e anche di qualche avversario, ai coccodrilli predisposti da una stampa che lui stesso non esitava a definire di “regime”. Emma Bonino, alla cerimonia laica tenuta in piazza Navona, ha ricordato  che egli stesso esortava gli italiani ad “amare meno ma votare di più” i radicali, e mai invocazione è suonata più calzante in memoria di una persona appena scomparsa. Perché Pannella era la politica, la buona politica che cambia  la vita delle persone cui si rivolge non meno che quella di chi, appassionatamente, la identifica con la propria vita, e avrebbe chiesto gesti e non lacrime ai suoi funerali. Senza santini post mortem, quindi ricordando la sua umanità urticante quanto il suo essere liberale ai tempi del trionfo delle ideologie totalizzanti, lo salutiamo anche noi di CentoUndici che – per motivi generazionali o semplicemente ideali – gli siamo debitori di un insegnamento libertario che le nostre vite le ha cambiate sul serio.

"Ma siete matte?!" "Secondo alcune perizie sembrerebbe di sì".

"La pazza gioia" (2016)
di Paolo Virzì